lunedì 1 aprile 2013

SOLO POCHE PAROLE...

Che stia cazzeggiando in questi mesi è un dato di fatto…
Ma proprio del tutto tutto…
Non voglio distrarvi col mio farneticar, non voglio ritardare questa sorpresa.
E quindi?
….
….

“Oggi nasce Threef.
 Tre effe: Food, Fancy, Frames; un titolo che custodisce in sé tutta la nostra
 filosofia.
 Il Cibo, in ogni sua espressione.
 Il Divertimento, quello che speriamo di regalarvi sfogliando queste pagine.
 La Fotografia, semplici scatti che vi regaleranno frammenti di un’emozione.”
….
….

Di cosa sto parlando?
Semplicemente di questo.




Un grazie alle mie due F, Fausta e Federica ( senza di voi…), un grazie a Valeria, squisita ed unica.
Un grazie alle fantastiche bloggers che, ad occhi chiusi, si sono buttate in questa avventura credendo in noi.
Un grazie ai nostri fotografi, amici speciali, sempre disponibili anche per gli scatti “su ordinazione” che non hanno davvero nulla da invidiare ai professionisti.
Siete una squadra meravigliosa ed unica.
Cliccate su www.threef-magazine.com per conoscerli, ognuno di loro racconta qualcosina di sé.
Per il resto?
Buon viaggio, spero vi perdiate, come è successo a noi, in questa rivista davvero unica nel suo genere.


mercoledì 30 gennaio 2013

GUIDA ALL'UTILIZZO...



Eccomi…
Sempre più acida e sempre più menabelini.
L’altro pomeriggio viene a comprare una ragazza.
Chiede un consiglio su un detergente per il corpo che sia antibatterico, antifungino, antiradiazioni, antirotturadicoglioni, ecc, ecc.
Le consigliamo un detergente che, ad onor del vero, a me non ha mai fatto impazzire, ma va per la maggiore ed è di qualità.
Non voglio far pubblicità, ma, a seconda del colore, ha diverse indicazioni: blu, rosa e verde…
Quella verde viene consigliata in determinate situazioni a rischio e frequentando determinati ambienti tipo palestre, piscine proprio perché, avendo una spiccata azione antibatterica…ecc…eccc.
Bene.
Dopo circa un’ora questa ritorna tutta saccente ed aggressiva, accusandoci di averle venduto un prodotto per l’igiene intima  quando lei  aveva ben chiaramente richiesto un prodotto per l’igiene generale.
E tu inizi gli esercizi di respirazione…
“Guardi che va bene per lavarsi tutta, lo usano da una vita, ci lavano persino i neonati.”
E questa ti guarda con un’aria di strafottente superiorità.
“Si, si, va bene, è come dice lei…si, va bene, ha ragione lei, d’accordo…come no, va bene così, d’accordo!”
E “ciò” ragione io essì, ecchecazzo!
A parte che se io sono dietro a questo banco non è perché abbia vinto un giro sulla giostra, ma perché magari qualche cosina ho studiato, ma a me mi hanno sempre insegnato che se tu sei specialista in una determinata cosa o in un’altra, se io non ne so una beata fava, non do per scontato che tu sia una mezza belina, ma parto dal presupposto di starti a sentire…o no???
Poi, sia chiaro, che magari nel tuo paese sei un fisico nucleare, ma a me non me ne frega niente comunque perché se mi manchi di rispetto, mi manchi di rispetto, punto.
“Guardi che anche se c’è scritto per l’igiene intima, va bene per tutto il corpo.” Insisti…perché tant’è.
E la faccia piena di sufficienza e di disprezzo ti fa davvero venire voglia di avere quella bella mazza da baseball di metallo e pam, pam e pam…che se non fosse che sporchi troppo…
“E si, cosa vuol dire. Qui c’è scritto per l’igiene intima, non per il corpo. Allora con questo discorso posso usare il dentifricio!”
E’ altresì risaputo che nelle piscine e nelle palestre ci siano file e file di bidet…fila e fila di culi per aria…
Tutti coloro che usano questo detergente antibatterico stanno ben attenti che anche solo un microgrammo della sostanza in questione, sfiori una parte del corpo che non sia proprio quella zona lì.
Mooolta attenzione perché se un solo rigagnolino di risciacquo ti sfiora una qualunque parte del corpo, automaticamente si irriterà e si rinseccherà fino a scomparire.
E’ altresì evidente che se si usa uno shampoo per capelli grassi bisogna lavarsi stando inclinati a 180 gradi evitando assolutamente che il prodotto in questione sfiori anche lontanamente il corpo o, peggio ancora, le zone intime.
Attenterrimi inoltre ad utilizzare shampoo anticaduta perchè  andreste a vanificare una perfetta e costosa seduta di depilazione dalla vostra estetista se, non volesse il Signore, una gocciolina insaponata sfiorasse le vostre zampine "lissie lissie".
Davvero, si potrebbe sfiorare la tragedia. 
Volendo utilizzare detergenti per il corpo, esistono semplici posture da adottare.
Posizionate i gioielli od il tuberino sul davanti, inarcate la schiena  contraendo i glutei e gli addominali quasi allo spasimo per permettere alla zona in questione di rimanere il più possibile lontano dal famigerato risciacquo.
...
Se poi si considera che tutto ‘sto casino e questa altissima rottura di coglioni ci è stata donata per un povero gattino trovato per strada, soffermiamoci un attimo sul triste destino di questa povera bestiola che, probabilmente non riceverà le cure adeguate perché sulla confezione dei prodotti per animali ci sarà scritto qualcosa  che la sua padrona psicopatica e frantumamarones dotata di due neuroni, ma con una notevole arroganza e saccenza  non capirà  nonostante le spiegazioni e tutta la buona fede  e volontà del professionista malcapitato che cercherà, nonostante tutto  di aiutare.
Ma allora la soluzione qual è?
Che dopo vari insulti e mancanze varie di rispetto, apri il cassetto e, per il tuo santissimo signore, cerchi il prodotto che sulla confezione abbia scritto “Detergente antibatterico per il corpo” ( che non è che ce ne siano poi tanti ad onor del vero) ed  il fatto che tu cerchi il più costoso è del tutto irrilevante…

domenica 23 dicembre 2012

SCHEMIDDO...


Ohhh, allora…prima di salutarvi ed augurarvi buone feste, vi lascio una piccola guida di sopravvivenza, pochi consigli per la vostra incolumità…


1. Salutate sempre la vostra Farmacista; solitamente ad un buongiorno o buonasera, si 
    risponde.
    Non verrete colpiti da senso di soffocamento o crampi addominali.

2. Non ripetete quasi ossessivamente il termine “Signorina” perché al quindicesimo potreste                 rischiare una testata. Il personale dietro ad un banco di qualsiasi Farmacia è laureato anche   se al posto di quel fagiolino lì ha quel tuberino là. Se proprio vi risulterà troppo doloroso sostituitelo con “Signora”. Evitatevi la frase:”Ohh, grazie Signorina, mi saluti tanto il Dottore Signorina, grazie Signorina…Dottoreee, stavo proprio dicendo qui alla sua commessa, a questa Signorina di quanto è bravo Dottoooooreee!!”, perché oltre alla testata, potreste vincere anche uno degli spigoli d’ardesia dei banchi in mezzo alla fronte.

3. Cercate di venire un cicciolo più preparati. Se dovete acquistare un farmaco, non partite dal  presupposto che la Farmacista abbia il terzo occhio.
Evitate il solito:” Come come si chiama, quello che prendo sempre io no? Non se lo ricordaa??”.
Perché se non te lo ricordi tu sai che minch….me ne frega a me.

4. Vedi nm 3; se dovete ritirare qualche farmaco ordinato apposta per voi il giorno prima od anche un po’ più in la, portatevi quel cazzo di bigliettino col numerino che la Farmacista vi da perché se ve lo da  un motivo ci sarà o no? Non partite dal presupposto che quest’ultima si ricordi cosa fosse o che solo a voi abbia ordinato  qualche robina perché non sempre è così.

5. Vedi nm 3; se volete acquistare un farmaco, chessò, un collirio od un antiinfiammatorio e non vi ricordate cos’è, evitatevi la frase “Se mi fa vedere le scatole…” perché non avete idea, ma neanche vaga di quale sia il quantitativo di scatole che una Farmacia di dimensioni ragguardevoli abbia e non essendo un quiz con un bel premietto finale, magari eviterete di far perdere del tempo e rompere le balle a tutti.

6. La Tessera Sanitaria non è una pepita d’oro. Non tenetevela in casa, nascosta in cassaforte, ma portatevela nel portafoglio. Se la Farmacista vi chiede “Ha la tessera Sanitaria signora?” , non guardatela truce come se vi avesse chiesto di farle leggere il vostro diario segreto del Liceo e non pensate neppure che sia un capriccio od un dispetto. Se ve la chiede è perché le serve per passare quel casso di codice a barre che, come molti pensano, non serve solo per la detrazione fiscale (sai a me cosa me ne frega), ma per registrare le ricette della mutua.

7. Evitate di spiegare alla Farmacista cosa deve fare perché lavora li da quasi 12 anni ed anche se fosse qualche mesetto di meno magari lo sa che deve staccare le fustelle e bippare i codicilli, cheddite? Evitate anche di dirle che deve timbrare la ricetta e metterci il prezzo perché, forse non lo sapete, ma all’Università, se l’è menato non poco con due esamoni spaccamaroni chiamati “Tecnica e Legislazione Farmaceutica” con l’allegra parentesi dell’Esame di Stato per l’abilitazione Professionale e magari lo ha letto da qualche parte, così, di straforo.
Evitate  di dirle “E veda di scrivere bene il prezzo sul timbro che si legga!” perché potreste rischiare di avere il medesimo timbro infilato proprio lì. Evitate anche  di suggerirle  che cos’è un farmaco e a cosa serve perché magari sa anche questo…”Avete l’arnica 5CH granuli? Sa, è un prodotto omeopatico, sono dei tubetti di granulini.”
“Lo so Signora, grazie.” E non te li infilerei neanche in quel buchetto li perché son talmente piccoli che non ci sarebbe proprio alcuna soddisfazione.

8. Se la Farmacista vi dice che la ricetta è scaduta che vale solo un mese oppure che serve per acquistare un determinato farmaco perché è un Non Ripetibile, evitate di discutere o di contraddirla con un irritante “Ma la ricetta non serve!”, perché non è che si è svegliata alla mattina ed ha deciso che l’avrebbe menata proprio a voi decidendo di farvi un dispetto, ma se ve lo dice è perché è proprio vero, si si.

9. Se la Farmacista vi chiede:”Vuole i farmaci originali od i generici, Signora?”
“I generici.”
“I generici?” la regola d’oro è ripetere almeno sempre due volte la domanda…
“I generici!”
“I generici signora, gli equivalenti, non quelli originali che pagano la differenza?” attirando sguardi quasi di tenerezza perché sembri proprio rincoglionita…
Non aspettate che abbia staccato tutte le fustelle e passato tutto al computer per esclamare .”E questi cosa sonooo??!!”con fare inorridito.
“I generici signora.”
“Ma io NON voglio i generici, assolutamente, voglio gli originaliii!!”
“Le ho chiesto se voleva gli originali od i generici e lei mi ha risposto i generici, signora.”
“Ah, non mi ha capito.”…
“No, non l’ho capita…”

10. Se assumete farmaci generici, non fissatevi sul colore delle scatoline, ma memorizzate se possibile il nome.
“Prende il generico signora?”
“Si.”
Glielo porti.
“Ahhh no, il mio ha la scatola blu!”
“Io ho questa rossa…ma è uguale, lei deve vedere il nome del principio attivo…vede? Stesso nome, stesso dosaggio, stesso numero di pastiglie…”.
“Sarà come dice lei, ma il mio non è uguale, quella scatola lì non è come la mia!”
“Allora, la prossima volta si porti dietro la sua di scatolina così se non ce l’ho glielo ordino, eh? Tutto blu come piace a lei, va bene signora??”

11. Evitate anche di discutere sull’originalità o no del prodotto.
“Ah, ma io non prendo assolutamente generici, il mio medico è contrarissimo!!”
“Si, peccato che il suo medico le abbia prescritto tre generici senza dirglielo…lei li ha sempre presi senza sapere che lo fossero.”
“Ahhh, ma questo non è un generico…è sicura??”

12. Evitate cortesemente di chiedere:” Le devo?!” senza dar neanche il tempo di posare quelle 300 scatolette. Non essendo Wonder Woman né la Donna Bionica, la farmacista avrà bisogno di un paio di minuti o giù di lì.
Evitate di ripetere nuovamente “Quanto le devo??” un picosecondo dopo perché potreste vincere la testata del punto 2.

Leggete attentamente questo schemiddo e se vi riconoscete nella signora evitate di venire nella mia Farmacia, grazie. Siamo sufficientemente dotate dell’articolo.

E buone Feste a tutti…quasi.

sabato 17 novembre 2012

NON E' UNA SCUSA....

Ohhhh e rieccomi.
Non vuole essere una scusa questa quisquilia che sto per presentarvi.
La mia latitanza dal blog è realmente causata da scarsissima ispirazione.
Il mio Neuronzolo è uscito da parecchio e non ho idea della fine che abbia fatto.
Non chiama, non scrive...inizio a star un po' in pensiero.
Comunque non voglio divagare.
Vi presento la creatura.
La nostra creatura che ci ha impegnato non poco in questi ultimi mesi.
Grazie a Meris che mi ha permesso di partecipare a questa magnifica avventura credendo che potessi essere una delle  persone giuste per affiancarla in questo suo sogno.
Grazie a Fede che con la sua dolcezza ed incredibile bravura è stata determinante nelle scelte.
....Evvabbè...grazie anche a lei....ma com'è che ovunque mi giri me la trovo intornooooo???
...
Grazie.
...Ovviamente, essendo una personcina a modo, estremamente modesta, non vi confesserò mai che ho fatto tutto io....


e per sfogliarla cliccate qui

Un grazie di cuore alle nostre collaboratrici/tori per la loro disponibilità e professionalità senza i quali non avremmo realizzato tutto questo.
Grazie a Lara, a Tina.
Grazie a Laura per la sua rubrica sui vini, lo chef Roberto Cerbara.
Grazie a Marina, a Roberta, Giada e  Deborah.
Un grazie anche ad Elena per la grafica ed a Mario.

sabato 27 ottobre 2012

LA ROMPISCATOLE...







Ci sono alcune tipologie di cliente che ti indispongono dal primo momento.
Da come entrano, da come non rispondono al tuo cortese saluto.
Lavorando ormai da un tempo che mi sembra infinito, mi rendo conto giorno dopo giorno, che per alcuni le basilari regole della buona educazione non rientrano proprio per un bel niente nel loro cervelletto occluso.
Pazienza.
Ma se ti accusano di essere la responsabile dello spreco mondiale di centinaia di miliardi di milioni di scatoline, allora il livello di indisposizione sale.
Un cliente in particolare ogni volta che viene servito, deve sempre sproloquiare nelle solite, ormai banalissime, problematiche esistenziali.
Credo anche che se avesse costruito in tutti questi anni tutto quello che ha parlato, la Muraglia Cinese, impallidirebbe perché di misere dimensioni.
Bene.
Entra e lo servo.
Prende la scatola e me la mette davanti al naso.
“La vede questa?!” agitandomela.
Annuisco…cecata si, ma…
“La vede? Sa che cosa faccio?? Prendo questo e la scatola??” estraendo il blister delle pastigliuzze e lanciandomi la scatola sul banco.
Allargo gli occhi.
“Deve far qualcosa!”
Io serafica la prendo e la butto nel cestino.
“Ecco! Brava! Comodo così, eh??!!”
“Ascolti che cosa vuole che le dica?”
“Ci sono 3000000 al Mondo di ipertesi! Possibile che non facciate niente per questo spreco assurdo? E del foglietto illustrativo poi?? Che cosa vuole che se ne faccia uno??”
“Ma, magari se lo può anche leggere ogni tanto per avere idea del farmaco che assume…sa, sono obbligate le aziende farmaceutiche a metterlo dentro alla scatolina!”
“Faccia qualcosa! Dica a chi di dovere che la devono finire di perseverare in questi sprechi!”
Si perché adesso io chiamo il Signor Pincopallo leader di mercato a livello mondiale e gli dico se, per cortesia, da domani non produce più scatoline e foglietti illustrativi, ma solo blister volanti, sciolti, ma in un elegante alluminio luccicoso…ho giusto giusto il suo cellulare.
Ma allora!
Ma proprio a me lo devi menare??
Che, per la cronaca, la raccolta differenziata la mia Farmacia la fa proprio bene perché divide pure la carta dagli involucri di plasticuzza varia e quindi, la tua “merdavigliosa” scatolina, va a finire proprio dove deve e, chissà, magari verrà pure riciclata in un morbidissimo rotolo di carta igienica che, probabilmente un giorno ti potrà servire…o no?
Mi chiedo quanti miliarduzzi di scatoline di psicofarmaci ci saranno al mondo da riciclare.
Ora scusatemi, ma ho in linea l’amministratore Delegato della Multinazionale “Misonpropriorottaleballe S.N.C.”, che gli devo spiegare due robine.
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