sabato 31 dicembre 2011

BISCOTTI CON FARINA DI CASTAGNE...

Quest’anno è finito ragassuole, nel bene e nel male.
Non ho la minima intenzione di annoiarvi con le solite belinate o con altro.
Il mio piccolo regalo, se di regalo si può parlare è questo post.
Molte non hanno mai letto questo, altre se lo saranno sicuramente dimenticato.
Se vi fa piacere, se volete chiudere il cervello per un paio di minuti e non pensare a niente di che, proseguite nella lettura…chissà che non vi aggradi.
Un bacione e Tantizzimi Auguronzoli!

“No, no, no, non potete cucinare solamente dolci, Cuoca!” urlò la Speziale agitando un fascio di rose bianche.
La Cuoca Reale raccolse i numerosi petali e li annusò.
“Suvvia Speziale, da Parigi mi avete richiamato perché, a detta vostra, nessuna fu al mio livello…e quindi…”
“E quindi niente, il Re ha perso i sensi per un attacco di zucchero nel sangue, la regina non ha più ciprie sufficientemente spesse per coprire li bubboni…io non ce la faccio a curarli  tutti, lo capite o no?!” esclamò a voce alta iniziando a camminare nervosamente lungo il vialone di ghiaia davanti alla terrazza.
La Cuoca sollevò il viso ed annusò l’aria profumata: tutto sommato era fin contenta di esser rientrata nella Reggia.
I Parigini non erano poi un granchè, ma non lo avrebbe ammesso mai, nemmen sotto torture.
“Lo so che forse vi suona strano, ma il corpo umano, abbisogna di altro nutrimento oltre alle torte…carni, pesce? Conoscete l’uso delle verdure? E della frutta che non stia solo sopra una tartelletta affogata nella crema?!”

sabato 24 dicembre 2011

MIRACOLO DI NATALE...

E l’Inverno “arrivossi”.
Freddo, beretta sugli occhi, guanti, sciarpidda…questo è il mio abbigliamento in Farma…
No, dai, non proprio, ma due maglioni e le super calzettone ascellari, si.
Ma non voglio annoiarvi ulteriormente con le mie temperature polari, dai.
Oggi vi voglio parlare del mio “Miracolo di Natale”…perché, ebbene si,  c’è stato anche per me.
Dovete sapere come, nel mio lavoro (in quasi tutti quelli a contatto col pubblico), il cliente ti scelga.
Lo servi una volta, ti chiede un consiglio, lo aiuti e, volta dopo volta, torna ed aspetta te.
Bellissimo e gratificante…quasi sempre.
Perché se la cliente in questione non è del tutto centrata e ti si presenta con la parrucca tutta bella riccia perché i capelli sono rovinati e ti tiene ore chiedendoti cos’altro può usare oltre alle fiale, le pastiglie, le lozioni e gli shampoo e tu la guardi e pensi :”Farli respirare un pò, poveri ragazzi, noo??”
E d’estate ti si presenta con: parrucca riccia, sopracciglia dipinte di nero pece (quelle tutto l’anno), unghie nere (pure), beretta di cotone a fungo, giacchino (che nelle giornate più fresche è stato sostituito da un mini pellicciotto sintetico centrifugato), camicettina rosa con i volant e costume da uomo simil boxer, ma del Paleozoico rosso scolorito con righine verdine esangui orizzontali, taschini sbrindellati e cordino, altezza sopracoscia con, per finire, ciabatta a zeppona, si appoggia al bancone e “Aspetto la dottoressa Francesca!”, voi:
A. Siete felicissime di vederla.
B. Vi sentite molto orgogliona ed osservate con gaudio gli sguardi, carichi d’invidia dei presenti perché “Eh sì, vuole proprio me.”
C. Vi nascondete dietro uno sportellone e smadonnate perché czzz, proprio oggi no, non “c’ho” la forza.
???

domenica 18 dicembre 2011

Areare il locale...

L'Arte dell'Arrangiarsi...che fantastica cosa.
Non tutti sono capaci, ma si fa quel che si può, no?
Dovete sapere che quando lavori con un genio, la vita è dura, parecchio perchè non puoi competere con un genio, proprio no.
E allora che fai? Cerchi di arrangiarti, appunto.
Se pensi che un prodotto messo lì non vada bene o che sia l'ora di levare un espositore perchè mezzo vuoto o sminchiato dalle putrelle dei passeggini, carrozzini, carrellini, che fai?
"Giuseppe? Quell'espositore è da un pò che è lì...potremmo metterci quello là..."
Lui, aggrottando la fronte e fissando l'espositore in questione, ti dice:"Ah si, bella idea"? Noo, ti dice "Ci stavo pensando!"...
E' questa l'arte dell'arrangiarsi, care mie.
Fine arte psicologica, controllo della mente.
Pensi che sia l'ora di levare i solari perchè piove da venti giorni, fa freddo, è autunno?
Lanci l'esca e lui "Ci stavo pensando..."
Voilat!

domenica 11 dicembre 2011

ERRATA "COCCIGE".

E rieccoci con la nostra rubrica della domenica “Scopiazzando la Fausta”.
Amò, starete pensando…ehggià, ma sarà questo strano pseudo autunno, queste temperature che nutrono “virini” di influenze varie che, credendo di vivere in una capsula petri per le ottime condizioni di umidità, si moltiplicano a dismisura mietendo migliaia di vittime con megaraffreddori, supersguaragnaus ed altro…stavo dicendo??
Ahssì, che mi sembra di sentirmi un po’ meglio.
Che forse “La Sindrome della Faustidda” stia regredendo spontaneamente?
Un fantomatico miracolo della medicina??
Non so.
La verità è che più questa benedetta ragazza evolve (tipo i serial killer, avete presente?), più la Tinnidda non è, per ovvie incapacità,  in grado di scopiazzarla!
Elementare, no?
E’ per questo che guarisci…o muori??...czzzz a questo non avevo pensato.
OMMMMIODDDIO…a questo non avevo pensato, proprio nooo!!!
E’ come una maledizione di quei film di quindicesimo ordine del terrore???
Se smetto di copiarla, SEMBRA che mi senta meglio, ma, in realtà, mi sto consumando dentroooo???!!!
E allora dovete aiutarmi e farle capire che se posta questo alberello, la Francy non ce la può fare e che l’avrà sulla coscienza, sisi.
Tutto questo delirar per dire che devo fare un’Errata “Coccige” (perché, ho studiato e si dice proprio così, scusatemi).
La Faustidda mi commentò i miei canestreddi quasi commossa per una tal devozione, ma si riprese subito, molto subito, tranquillizzo il pubblico a casa.
Ve la ricordate la mitica Signorina Rottermeier?...ecco.
Stralcio di conversazione.
“Oh sei stata proprio carina ciccia, sono buoni vero?”
“Buonissimi, guarda un delirio, fai fatica a smettere di mangiarli.”
“Lo so, prova a fare quelli alla nocciola, vedrai, sono ancora più buoni!”
“Ma sono questi quelli alla nocciola…”
“…Ma quelli lì non sono mica canestreddi…ora che ci penso, neanche li ho postati i canestrelli…!!”
“Ma pensa che a me sembravano canestrelli, ma lo sai che io sono quella che mette il quadrato nel cerchio e si stupisce se non entra!”
“Ma quelli NON sono canestrelli ciccia, NON hanno neanche il buco!! E poi, la ricetta dei canestrelli è SENZA nocciole!! Farina, burro uova, SENZA nocciole!!! E poi i miei ti sembrano fatti a canestrello? Sono a stella, i canestrelli sono a forma di fiore, non a stella!!”
…Ed io che mi sentivo tanto “geggnniaccia” per lo spirito d’inventiva del rotolino degli “stronzini” come fabuco.
Quindi, correggo, chiedendo scusa a tutte le persone che ho involontariamente ingannato…non sono canestrelli, i suoi…i miei si, però.
Riprendendo il filo (del rasoio perché potrei tagliarmi le vene, ormai), oggi ho fatto questa crostata.





INGREDIENTI:

Per l'impasto
250g farina BiAglut
125g burro
90g zucchero
1 albume

Per il ripieno:
2 pere Williams
1 mela Golden
3 amaretti del Sassello come da Prontuario
Una manciatina di mandorlidde ed una di pinoliddi
2 cucchiai di zucchero
Succo di un limone
Una manciata di gocce di cioccolato da Prontuario.


Preparate la frolla lavorando in una ciotola la farina, il burro, l’albume e lo zucchero.
Fate una bella palla e lasciatela riposare.
In un mortaietto ho tritato le mandorlidde ed i pinoliddi, picchiettando e facendoli saltare un po’ qui ed un po’ lì, ma la maggior parte rimane ferma e tranquilla.
Sbucciate e tagliate a dadiddi le pere, irroratele col succo del limone, i due cucchiai di zucchero, rimescolate bene e mettetele in un padellino con una nocina di burro.
Fate andare coprendo finchè non saranno belle morbide, aggiungeteci la mela sbucciata e tagliata e le mandorline ed i pinolini superstiti.
Fate restringere il sughetto e spegnete.
Stendete la frolla e mettetela in un tegame per crostate…sarebbe bello averlo, no?
Bucherellate il fondo con una forchettidda e metteteci gli amaretti sbriciolati e le gocce.
Versateci il composto raffreddato e terminate la crostata con le varie strisce e striscioline che tanto ti si rompono sempre e fai una fatica bestia.
Oh.
Infornate a 180 gradi per 30 minuti circa, finchè non sarà bella dorata.
POI, aggiungo che NON ho messo la marmellata di albicocche nei buchi dopo 15 minuti di cottura, NON perché non l’avessi, ma perché NON CE NE AVEVO VOGLIAAAA!!!
Eppoi, il consiglio dello chef: non tergiversate raccontandovi belinate con vostro marito tenendo la crostata sospesa  mentre state per rovesciarla nel piatto, perché avendo un ripieno un ciccinino più pesante, SI ROMPEEE!!!

...ed ecco il risultato!!!

Ho terminato.
Si, si, mi sembra proprio di sentirmi mooolto meglio........

domenica 4 dicembre 2011

INDOVINELLO…

Oh, rieccoci con la nostra rubrica “Scopiazzando Fausta”, meglio conosciuta in ambito medico come “Sindrome della Faustidda”.
Sono molto sollevata nel notare che solo un’altra persona, ma in forma molto lieve, ne è stata contagiata.
Ho parlato con i medici che mi hanno rassicurato che,  in pochissimo tempo, dovrebbe uscire dal tunnel essendo stata infettata in maniera molto lieve…lei.
Per me non c’è più niente da fare…purtroppo.
Comunque, bando alla tristezza, prenderò i miei farmaci (tutti palliativi perché, come ho già avuto modo di spiegarvi, non ci sono cure arrivati ad un livello tale di intossicazione) ed andrò avanti finchè le allucinazioni non prenderanno il sopravvento sulla realtà.
Oggi ho optato per questi deliziosi canestreddi.
Molto beddi, profumati e buoni.
Apro una parentesi: non preoccupatevi nel leggere beddi, canestreddi, ecc, ecc, perché fa proprio parte di questa Sindrome…non si chiamerebbe Faustidda, ma chessò, Faustilla, Faustinchia…bello Faustinchia, mi piace!
Chiusa parentesi.
A questo stadio, si rasenta la quasi follia, perciò, scelta la ricetta, si fa qualunque cosa per copiarla.
La adegui alle tue “merdavigliose” farine e modifichi un po’ qui ed un po’ lì per fartela venire senza scatenare la solita crisi isterica quotidiana.
I canestreddi come li fai se hai si la formina a fiore, ma non il buco?
Ci avete mai pensato? Perché, scusatemi, ma non sono problemi da niente, proprio no.
Chi soffre di questa Sindrome, è dotato di una intelligenza fuori dal comune, di uno spirito d’inventiva degno di Leonardo Da Vinci e perciò, risolve il problema in men che non si dica.
Come?
Eheheheh, sta qua l’indovinello.
Pensateci, ma non credo che sarete in grado.
Mentre vi scervellate e strappate i capelli e tutte le pelette, io vi  scrivo gli ingredienti, ne?

INGREDIENTI
300g farina Biaglut
100g di zucchero
100g di nocciole tostate e spelate
150g burro (variante, non 100 perché puoi morire prima che con questa farina stia insieme)
Una puntina di cucchiaino di lievito per dolci A.R.P.A.
1 uovo
Zucchero a velo EASYGLUT a piacere
Nel mixer tritate le nocciole con due cucchiaiate dello zucchero.
Mettete tutti gli ingredienti in una ciotola ed impastate fino ad ottenere una bella baletta.
Preriscaldate il forno a 180 gradi.
Sul piano da lavoro infarinato, stendete l’impasto col mattarello dello spessore di 1,5cm ed iniziate ad incanestrellare…

Allora?
Qualcuno ha avuto l’illuminazione della giornata?
Un aiutino?
Non dovrei, perché chi soffre di questa Sindrome diventa anche un po’ stronzetto, ma vabbè, dai.
Ho usato questo.

Come che cos’è??!!
…Mmmmm, che pazienza.
Che cos’è quella cosa che sta o nel registratore di cassa o nel POS?
Esatto, il rotolino di carta per gli scontrini, o, come diciamo in farmacia, stronzini…
Bene…e cosa c’è quando finisce la carta del rotolinoooo??
Esattooooo!!!
Il vincitore è:….la Tinnidda!
Dopo aver fatto il buco, soffiando dall’altra estremità del “cosino”, sputazzerete dei graziosissimi bottoncini a mò di cerbottana un pò qui ed un pò li…mooolto divertente.



 
Credo che la prossima ricetta che proverò a copiare saranno queste Samosas…anche se si vede troppo che le sue sono finte…
Ora scusatemi, ma sta iniziando il tremore, devo andare a prendere i farmaci…
Alla prossimaaaa.


lunedì 28 novembre 2011

RACCOLTA DI FIRME…

Ci sono periodi un po’ così.
Si è più stanchi o sotto pressione, distratti magari.
Siamo animali con un pessimo spirito di adattamento, è inutile raccontarcela.
Quest’autunno è balordo, un po’ fa caldo, un po’ fa freddo ed il nostro Io che non vede l’ora di andare in letargo, ora se lo mena perché ci sono 20 gradi, dai!

E le pantofolone?? E la vestagliozza di pile?? Ed il pigiama antistupro che “anchesemenefacessivenirevoglianonsapreicomecacchiolevartelo”??!!
Tristezza.
Io ho fatto un paio di giorni di buco nero.
Il mio cervello non c’era.
Non so dove fosse, ma bò, sparito.
Sul lavoro una fatica immensa, una sorta di cecità psicologica…leggevo le ricette e nel cassetto prendevo un’altra cosa…non è bello no, ma me ne accorgevo, ne?? Non ho avvelenato nessuno…almeno non intenzionalmente.
Quando invece del Gutron gocce, prendi il Guttalax gocce, non è bello no?
Anche perché se ad uno con la pressione bassa dai un lassativo e gli fai venire lo sguaragnaus, non è che la pressione salga tanto, no, no.
Servivo la signora ultranovantenne, dimenticandomi dopo mezzo metro: ”Mi ha detto generico od originale, signora??”
E la signora con aria piena di compassione “Il generico.”…Ma, in realtà il suo pensiero era “Se sei così alla tua età, figurati alla mia!”
…Comunque, ieri sera ero sola a cena e dalla mattina avevo un’idea sconfinferosa.
Mi faccio troppo la focaccetta della Nutrifree calda calda con l’avanzo di fontina e, sopra un bell’uovo al tegamino…


Apro una parentesi.
Volevo pubblicamente ringraziare la Signorina Faustidda che, mesi orsono, si prodigò, mossa da spirito di Carità ed Abnegazione assoluta, ad insegnarmi a cucinare iddu.
Settimane di ripetizioni, prove pratiche sfiancanti, compiti in classe a sorpresa, insomma, alla fine, il risultato credo, sia arrivato.
Tralascio le bacchettate sulle mani (che secondo me ci aveva anche preso gusto), ma son fiera di me.
Chiusa parentesi.
Bene.
Stavo dicendo che già mi pregustavo la cena.
In Farmacia, si va avanti ed indietro in continuazione, riempi cassetti, metti a posto, vai in frigo, prendi le scatole e scatolinchie, smadonni perché non trovi le cose, ecc, ecc.
Tutto questo, in otto ore, passando davanti allo scaffale con sopra le mie focaccette nutrifree.
Mi dico “Ma che strano, sono arrivate doppie, vabbè, poi le prendo…”
Arrivo a casa, apro il mobile e TOH, non ci sono perché carissima la mia rincoglionita, non erano arrivate doppie, è che NON le avevi preseeeeeee!!!!
Ho rimediato sulle fette integrali sempre Nutrifree, scaldate son buone buone…ma io “c’avevo” voglia della figassetta…
Sto raccogliendo le firme per farmi interdire.
Chiunque ritenga che sia la soluzione migliore si deve presentare  all’Ospedale di Chiavari; prima di entrare, guardando la portineria, sulla sinistra c’è la palazzina della Salute Mentale.
Un infermiere vi chiederà di presentare un documento valido prima di apporre la firma sul quadernone.
Sarete anche obbligati a dare una motivazione, ma non credo che sarà un problema, no?
Tanti bacini a tutti.

INGREDIENTI
1 ovetto al tegamino
4 zucchinette fresche
1 cipollotto fresco
origano fresco, possibilmente siculo
fontina a piacere...in realtà quanta riuscirete ad infilare nel pane...
2 fette di pane integrale Nutrifree.


Mettete le due fette sulla piastra ad "abbrustolire" o nel tosta pane, o nel forno.....insomma, mettetele un pò dove siete abituate a metterle quando le volete tostare, eh????!!!
In un padellino con un goccino di burro preparate l'ovetto e, nel frattempo, trifolate le zucchinette, col cipollotto e l'origano.
Quando le fette saranno sufficientemente calde, farcitele con la fontina ed aspettate che si fonda.
Impiattate, aprendo il pane e "rovesciandoci" dentro l'uovo che, ASSOLUTAMENTE, non si deve rompere.
Salate e pepate a piacere.
Se vi si dovesse rompere l'uovo, ricominciate da capo...scusatemi, ma non transigo, ho avuto un'insegnante troppo severa...ho i lividi ancora adesso...




lunedì 21 novembre 2011

Dice il saggio ...

Ognuno di noi nasce con pregi e difetti.
Molti sostengono che la maggior parte dei comportamenti, siano frutto del nostro DNA.
Nasci intonato, col senso del ritmo, con doti artistiche che, nel corso della vita, puoi migliorare, sfruttare.
Ovviamente parlando dei lati positivi, perché, spesso…molto spesso, erediti delle magagnette, difetti, brutto carattere che, nel corso della vita, puoi migliorare…assai.
Ci sono compulsioni, ad esempio, che ti fanno quasi rasentare la “ridicolaggine”, perché, dall’esterno, con occhio obiettivo e sereno, chiunque ti potrebbe dire:”Ma cosa ti ostini a fare??”
La risposta è: non lo so, credo di aver bisogno di aiuto a questo punto.
Ma non è così semplice smettere.
Nessuno di voi ha un brutto vizio, una mania, un qualcosa che lo obblighi, praticamente tutte le domeniche a ricadere, tentare??
Andiamo, è ovvio che è così, dai!
Io soffro della “Sindrome della Faustidda”.
Dicono che fare outing sia il primo passo verso la luuunga strada della guarigione.
Ammetti di avere un problema…okkei, fatto.
La “Sindrome della Faustidda” sta iniziando a suscitare notevole interesse nell’ambiente medico-scientifico perché estremamente rara (è ovvio, sottolineo io) e che costringe chi ne è affetto, a scopiazzare impunemente le sue ricette.

venerdì 18 novembre 2011

Complotto...

Chi mi conosce un pò, sa perfettamente che sono una "foodblogger" mooolto atipica.
Non partecipo a contest nè ad altre iniziative perchè, sembrerà un pò strano, ma mi mettono l'ansia da prestazione e così via...
Mi sono ritagliata un piccolo spazio per me, dove cucino qualcosina e chiacchiero, chiacchiero in continuazione.
Mi sono resa conto, da tempo ormai, che il mio non è un blog di cucina...cioè, un pò si d'accordo, ma ho capito che la ricetta è passata in secondo piano perchè quello che mi stimola di più, è lo scrivere...il narrar belinate come ho già avuto modo di dirvi.
Sono felice quando mi scrivete che, passare da me, vi strappa un sorriso, davvero.
E così, aspetto di aver qualcosa di divertente da raccontarvi per postare un piatto.
E quindi? Vi starete chiedendo sbadigliando...
E quindi, in questi giorni è tornato alla ribalta "the 7 links projects" che avevo abilmente svicolato questa estate con la scusa delle ferie....
Ma il Ciel m'ha punito!
Per prima la Faustidda, poi la Giovanna e poi la Mariabianca...Ebbastaunpò!!!
Okay, okay, ma non avete idea della fatica che mi è costata!!!!
Indi per cui....

1. Il post il cui successo mi ha stupito:  "Farinata"...ha stupito me perchè, prima volta nella storia, mi è venuta!




2. Il mio post più popolare: "Piccoli segnali" e guarda un pò? Col senno di poi lo avrei dovuto intitolare "L'inizio della Fine", ma lasciamo stare...



3. Il mio post più controverso: "Se c'è da bagnare il giardino", controverso perchè col Ciccio è una battaglia ogni anno sulla regolazione dell'impiantuccio....piuttosto, mi prendo una pausa perchè mi son dimenticata di bagnare le camelie di mio papà che semeneseccaunamifaunculocosì.....



4. Il mio post più utile: "Lezione di francese" ... per forza, con una padronanza del genere della lingua, altro che lezione...gratuita oltretutto...



5. Il post che non ha ottenuto l'attenzione che meritava: "Crocchette di pollo allo yogurt" ... guardatele un pò e poi ne parliamo...



6. Il post più bello: "La crostata della Speziale di Corte", un  racconto, fuori dagli schemi, spero con un seguito a breve, un "omaggio" ad una vera amica.



7. Il post di cui vado più fiera: "Penne al sugo di gallinella"...per forza, non capita a tutti di essere invitati ad un matrimonio Reale, che dite?



Finito...

giovedì 10 novembre 2011

L’ETERNA GIOVINEZZA…

Non ho mai sopportato le persone ipocrite… o quelle che si credono tanto furbe, o credono tanto sceme chi le ascolta, che negano l’ovvio.
Al liceo, inizio anno scolastico, mi trovavo di fronte compagne dai capelli giallo-arancio paglia, un po’ stopposetta…”E’ il sole con la salsedine!”
“L’acqua Ossigenata nooo??!”…
Ma perché non dirlo?
Perché raccontare una megaballa quando era e-vi-den-te che il sole, anche con tutte le sue peggiori intenzioni, raggi fotonici indirizzati proprio sul tuo testin, con la complicità della salsedine concentrata quasi come l’acido muriatico, non avrebbe mai e poi mai fatto un obrobrio del genere??
Essù, dai!
Ma si era nel Paleozoico.
Oggi, che son cresciuta, nel mio lavoro vedo ogni genere di tipologia simil-umana.
Da quello che compra le siringhe da insulina, gli aghi di ricambio, e le acque iniettabili per la nonna diabetica (è risaputo che i diabetici usano i lacci emostatici e l’acqua!), a quella che compra il test di gravidanza per l’amica (questo più probabile…io lo feci sempre nel Paleozoico!), a quella che non usa nessuna crema di bellezza perché si piace naturale solo che ha una rampa di lancio sopra il labbro superiore ed un canotto da sbarco al posto delle labbra.
La mia domanda è: ma ci credono sul serio?

sabato 5 novembre 2011

Solo un pò d'acqua...

Non ho una gran fede, lo ammetto.
Negli anni, ho sviluppato una sorta di rispetto, ma ho mantenuto le distanze.
Ammiro ed invidio moltissimo le persone che credono perchè affrontano tutto meglio.
Ho visto madri superare la morte di un figlio aggrappandosi alla famosa e tanto presente "Volontà del Signore".
Ho sentito un prete, arrampicarsi sugli specchi, durante i funerali di una giovane madre morta di un linfoma pochi mesi dopo aver dato alla luce una bambina, per cercare quasi di giustificare la famosa Volontà e questo grande desiderio di averla accanto a sè...lassù...
La smetto perchè non voglio mancare di rispetto a nessuno.
Nel mio piccolo, alla domanda:"Secondo te, chi è Dio?", la mia risposta sarebbe stata ed è tuttora:"L'acqua."
L'Acqua mantiene in vita ogni essere vivente della Terra, ogni specie, razza, ogni cosa, dalla più piccola cellula al più grande organismo animale o vegetale che sia.
Può scarseggiare, può abbondare, può essere dolce o salata, può ospitare vita oppure no, può essere ferma e placida od essere impetuosa, può essere calda o ghiacciata.
Non guarda in faccia nessuno.
Si teme il fuoco, si fanno, ogni anno, supercampagne di informazione e sensibilizzazione per non accendere fuochi, non buttare mozziconi, ecc, ecc, ma nessuno si preoccupa, mai dell'Acqua.
Il fuoco lo fermi, l'Acqua proprio no.
Genova è una città sfortunata, lo è sempre stata.
Una città troppo grande in uno spazio troppo stretto, costretta ad indossare sempre lo stesso abito, benchè aumentasse di peso. 
Una città con una viabilità assurda, congestionata.
Una città che adesso è in ginocchio, agonizzante nel fango.
Ma non diamo la colpa solo all'Acqua.
La Meteorologia è una scienza, ormai praticamente esatta grazie alla tecnologia satellitare di cui disponiamo.
Le grandi piogge arrivano tutti gli anni, quest'anno un pò dopo, ma, più o meno si sa.
La perturbazione che si avvicinava sulla Liguria era spaventosa e, da giorni si sapeva che sarebbe arrivata.
Nello  Spezzino da una decina di giorni si combatte col fango e si piangono i  morti.
E quindi?
E quindi noi, un pò per razza, un pò per indole, siamo quelli del senno di poi.
Siamo quelli che tanto è lo stesso, cosa vuoi che succeda.
Ci sono i tombini sporchi, i rivi asciutti dei "rigagnoli" che ospitano alberi, cespugli, sacchetti di plastica, ma tanto cosa vuoi che succeda?
I Comuni dicono che non hanno soldi, o meglio, ce l'hanno, ma per I Patti di Stabilità, non li possono toccare...crediamoci.
Noi cittadini, d'altro canto, non brilliamo per civiltà o buona educazione perché guardiamo sempre in casa d'altri e mai nella nostra.
...Ma almeno le scuole chiuse, quello forse, si poteva fare o no?
In realtà, l'allerta meteo iniziava verso le 12.00...perciò il Sindaco  ha detto di non mettersi in macchina per andare a prendere i propri figli perchè al sicuro nelle scuole...Alla mattina ti ce li ha fatti portare però,  perchè se l'allerta iniziava alle 12.00, iniziava alle 12.00, no? 
E' risaputo che un genitore, di fronte ad un disastro, si sieda tranquillo in salotto a sfogliare una rivista, sapendo che il proprio bambino è al sicuro...lontano da lui, ma al sicuro...
...
Magari ci sarebbero stati "solo" danni, "solo" attività di tutta una vita  distrutte in un attimo, "solo" auto (sicuramente poche coperte dall'assicurazione sulle calamità) affondate,  ma, forse, non ci sarebbero state vittime.
Sempre il  Sindaco, in una intervista telefonica, ha detto che quello che è successo, è stato un affronto...
Un affronto de che?
Forse l'Acqua avrebbe dovuto deviare il suo corso, forse lo Scirocco avrebbe potuto calare così da consentire alla perturbazione di allontanarsi ed andare a danneggiare un pò più in là verso la Riviera di Levante....che, un pò più previdente, forse lo è stata?
Chiudo qui.
Ringrazio tutte le persone che hanno avuto un pensiero per questa Tinny sempre ironica ed un pò folle, che, però, oggi, non ha una gran voglia di ridere.
Un abbraccio.


domenica 30 ottobre 2011

Repressioni...

Oh, chi mi segue, forse, ha capito che mi piace, forse, più scrivere che cucinare...non proprio dai,!
Però mi diverte affiancare alla mia ricettina scarsa e sfigata, il raccontino divertente. Sono felicissima quando leggo nei commenti, che i miei post vi strappano una risata, sono davvero soddisfatta.
C'è, purtroppo, il momento, la settimana, che, non sempre mi stimola la scrittura, il narrar belinate  o simili.
Ci sono settimane infinite, come questa, domenica compresa, che il serial killer che è in te, la personalità repressa, la bestia che il tuo cervello, razionale e bene educato, riesce a tener sotto controllo 365 giorni l'anno...percorsi in macchina, parcheggi permettendo, non ce la fa.
O almeno, chiariamo, ce la fa, ma la tua immaginazione è così attiva, lucida, concreta che OH, che bellitudine, cosa ti potrei fare?
Dovete sapere che il mio capo è "dio": sa tutto, fa tutto, risolve tutto, capisce tutto, se fai qualcosa lui lo aveva già pensato prima, se dai un suggerimento, lui ci stava pensando, se sbagli lui lo aveva visto già...ma almeno dillo prima testa di czzzz, così magari non sbaglio, nooo? Narciso in confronto era un povero insicuro complessato che non usciva di casa e, coperti tutti gli specchi per non veder l'orribile viso, si annegò dalla disperazione di una simil bruttezza, causa un Fato altrettanto crudele...NON esagero.
La mia super collega, ragazza straordinaria che, per me, è davvero come una sorella, ogni tanto mi guarda e mi dice :"Siamo due cogl...one, lo sai vero?"
La risposta è si, ma se sei una persona con il gene della serietà e della puntualità, della professionalità ecc, ecc, non ce la fai...purtroppo.

sabato 22 ottobre 2011

Lezione di francese...

Vergognosamente ammetto di non conoscere una sola parola di...qualunque lingua straniera.
Il mio inglese scolastico/universitario mi è stato rimosso, credo, con quella parziale lobotomia che mi fecero nel sonno, a mia insaputa, un paio di anni fa...
Scherzi a parte (mah?), smettendo di cantare le mie canzoni preferite, leggere i testi e...ah sì, anche studiare un pò l'inglese, il mio cervello credo abbia incistato la mia magra conoscenza in una bugnetta che è rimasta lì, persa tra tutta quella materia grigia, più o meno attiva.
Il Nulla...

lunedì 17 ottobre 2011

Facciamoci del male...

Alcuni credono nella reincarnazione, altri credono che, nella vita precedente, avendo commesso brutte azioni, in questa vita  le debbano scontare…
Io non lo so dove stia il vero, forse  ci sono più vite per ognuno di noi, mi piace pensarlo almeno, no? Io ho sempre detto:”Bisognerebbe avere due vite da vivere: la prima ti capita, la seconda te la scegli.”
Chissà?
Una volta lessi un libro di Chuk Palahniuk (autore moooolto particolare), mi sfugge il titolo, dove la protagonista, solo alla fine, si rendeva conto che tutti i messaggi particolari e paurosi che riceveva durante la storia, in realtà non erano che gli avvisi che lei stessa cercava di mandare per impedirle, in questa vita, di commettere gli stessi errori commessi in quella precedente.
…Ehhhh???
Credete che sia ora che ricominci a prendere i miei farmaci?
Non voglio tergiversare…la realtà è che non ho il coraggio di dirvi questa cosa, perché, nel momento in cui lo farò, renderò reale, effettivo questo evento e non potrò più bossarmela, negare o, meglio, fuggire.
Io non so che cosa ho commesso nella mia vita precedente, non lo voglio sapere perché deve essere davvero orribile…
La punizione è degna della colpa?
…Credo che sia peggiore.
Okay, basta, un bel respiro per prendere coraggio.
Questa è la mia punizione.



Non credete anche voi che sia troppo?
Cercherò di mantenere la calma il più possibile, l’obiettività e la lucidità sicuramente, il sangue freddo, pure.
Vi chiedo solo una cosa: ….aiutatttemiiii!!!

martedì 11 ottobre 2011

Biscotti per il NON compleanno della Tinny...

Bè, è davvero imbarazzante...ovviamente non per me, scrivere questo post.
Ormai è da mesi che il mio rapporto conflittuale con Fausta è sulla bocca di tutti.
Il mio psichiatra ha ripetutamente cambiato la mia terapia, cercando di aiutarmi...ma inutilmente.
E' così, me lo sento, non va proprio.
Si cerca di mantenere rapporti civili, il più possibile, no?
Passi quell'uovo al tegamino che mi sta ancora un pò qua, ma questa proprio...
Che la signorina (io continuo a chiamarla signorina, benchè sposata, ma il carattere da zitella quello c'è eccome e perciò...) sia difficile, permalosa ed umorale, è risaputo ai più, ma che debba, così impunemente, decidere persino la data del mio compleanno, questo no.
Insomma, NON è il mio compleanno, ma lei ha deciso di sì, capite?
Io lo trovo agghiacciante...
La dolcissima Elena mi chiama sconvolta, scusandosi per esserselo dimenticato, sentendosi anche  in colpa, capite?? Ed io le chiedo, sempre col solito tatto che mi contraddistingue "Ma cosa ti sei fumata Ciccia? Non è il mio compleanno!"
"Ma la Fausta ha fatto un post così carino, ha fatto persino dei biscottini glutenfree per l'occasione!"
Ma la Fausta...appunto.
Non è che si possa vivere sempre sul chi va là, no? Uno ha bisogno di serenità, di vivere una vita il più tranquilla possibile, nooo??
Abbiamo bisogno di certezze nella vita, IO ho bisogno di certezze, mi capite??
Non mi si può cambiare così impunemente la data del mio compleanno...il MIO compleanno senza avvertirmi?? Non è che, ti svegli una mattina e non sei più nata il 4 giugno (l'anno è affar mio, chiaro??!), ma l'11 di ottobre, non esiste, non si può fare, su!
E chi lo va a dire a mia mamma?? "Sai che c'è mami? E' che ti sei sbagliata, non sono nata a giugno, ma oggi! Si, si, ti sei confusa un pelino, pare che il mio compleanno sia oggi...la tua gravidanza è durata come quella di una elefantessa, e si che ti sentivi  con le zampine un pò gonfie..."
Io non credo di averne la forza.
Chiudo questo orribile, imbarazzante post, ringraziando di cuore per tutti gli auguri che ho ricevuto.
Consiglio vivamente di NON seguire più questo blog, perchè fossi in voi, avrei davvero paura...
...
Tanti NON auguri a meeee, tanti NON auguri a meee, tanti NON auguri splendidafantasticasupersonica Tinny, tanti NON auguri a meeeee!
...
Faustidda, sei un geGNiaccio amica mia, sei insuperabbbbile!
...Ma non finisce qui, lo sai questo, vero??

Ingredienti, io ho seguito la sua ricetta usando la maizena



mercoledì 5 ottobre 2011

TORRETTA DI MELANZANA...

Quando possiedi quelle tremila riviste di cucina che, se facessi due conti di quanto ti son costate, giusto giusto ti ci uscirebbe un Porsche Carrera, sarebbe carino, almeno una o due volte, nell’arco di quei 6 anni, provare una ricetta o due.
Così, forse un mese fa, non ricordo, sfogliando svogliatamente l’ultimo numero, mi cade l’occhio su una ricettina.
Sono pigra, di corsa, d’estate, come ho già avuto abbondantemente modo di dire, tra scazzi vari, dolori reumatici che, sorpresa, vengono a tutte le età perché se vivi in Amazzonia il tuo corpo, ogni mattina, non ne vuole saperne di funzionare, la voglia di cucinare, o, meglio, di mangiare, se ne va in vacanza…dove non si sa, ma, per me, al fresco.
E così, arrivo a casa, faccio quello che devo fare, mi siedo sul mio amatissimo divano, tiro su le zampette gonfie e prendo un numero di “Sale&Pepe”.
La sfoglio: questa no, troppo difficile, questa no avrà 500000 di calorie, questa no, ma dai! e questa no, arrivo a lei.
Semplice nell’esecuzione e nella scelta degli ingredienti.
Io ho fatto una modifica che mi ispirava e, devo dire, si è rivelata okkey.

INGREDIENTI:
1 bella melanzana rotonda grande.
12 podorini piccadilly
2 cipollotti freschi
1 spicchio d’aglio
100 g di ottimo tonno sott’olio
1 burrata
Sale, pepe, origano, basilico a piacere.


Tagliate la melanzana a fette sottili e grigliatele sulla bistecchiera.
Mettete da parte e conditele con un filo d’olio, sale ed origano e le foglie di basilico
Tagliate lo spicchio d’aglio e conditele rimescolandole con le mani.
In una padella fate rosolare i cipollotti ed aggiungete i pomodorini tagliati a metà.
Non fateli cuocere molto, devono rimenere belli sodi. Aggiungeteci circa 5 fette di melanzana tagliata a striscette e fatele appassire ed insaporire. Mettete da parte.
Prendete la burrata, tagliatene più o meno la metà e frullatela insieme al tonno.
Aggiungete ad occhio un po’ di latte fino ad ottenere un patè morbido.
Non salate.
Dividetevi le fette di melanzana in due bei piattini ed iniziate a comporre: una fettina di melanzana, un bel cucchiaio di patè, una fettina di melanzana, un bel cucchiaio di pomodorini e melanzane, ecc, ecc. Non c’è un limite di altezza…finchè ne avete, ne mettete.
Il risultato e questo e son soddisfatta.





giovedì 29 settembre 2011

USO ESTERNO…

Sembra quasi impossibile, ma codesta signorina, mi ha dato l’ispirazione per questo post.
Sapete benissimo che, il nostro rapporto, non è che sia dei migliori…ovviamente non per colpa mia, tentativi ce ne sono stati e ce ne sono tuttora parecchi, ma, come si dice, se non c’è feeling, non c’è feeling.
Tutto qui, “pasiensa”.
La sua lunga ed ingiustificata assenza…perché è la verità, non crediate alla storia del trasloco, non è vero niente (tanto casino per disegnar un’aiuoletta e scrivere due cartellini!), mi aveva, purtroppo, illuso che qualcuno le avesse impedito di accedere ancora al computer, almeno per decenza, ma mi sbagliavo.
Eppure, da non credere, proprio lei, in uno dei suoi soliti brillanti commenti, mi ha aiutata.
Quando si fa un determinato lavoro, di qualsiasi genere, si diventa sufficientemente esperti della materia che si tratta…almeno si spera, no?
Si da anche per scontato, spesso sbagliandosi, che sia lo stesso anche per i tuoi clienti…ma non è così.
Leggere i foglietti illustrativi delle medicine non sempre facilita il consumo.
Anni fa un signore comprò una pomata antiinfiammatoria per la schiena della moglie…carino no?
Peccato che le fece venire una broncopolmonite perché, essendoci scritto uso esterno, gliela spalmava fuori in giardino…a gennaio.
Giuro.
Un’altra, dovendo mettere degli ovuli vaginali, venne in farmacia lamentandosi perché: ”Sì, insomma, sono troppo grossi, non ce la faccio mica ad ingoiarli!!”
Per non parlare delle facce inorridite quando mostri loro una lavanda.
Mah, il mondo è bello perché è vario giusto?
Un’estate una signora, molto presa nel ruolo del “io so tutto”, mi disse che, ogni tanto, dava alla figlia una pastiglia di antibiotico…così.
Il mal di gola non le passava mai, eh? Però le aumentava le difese immunitarie.
Ed è anche totalmente inutile provare a spiegare loro che è la cosa peggiore che si possa fare, perché non è vero…tu che cacchio ne sai, no?
Alla prova di Tecnica all’Esame di Stato, ad un mio compagno di corso, capitarono proprio degli ovuli vaginali da preparare…mega sfiga e tutti felicissimi che  toccarono a lui!
Bè, nella compilazione dell’etichetta, sapete cosa scrisse??
Uso Esternoooooo!!!
Non ho mai saputo dove andò a lavorare…se lo scopro ve lo dico, eh?

Per la cronaca, questi biscottini li ho scopiazzati da qua…non è per niente facile come ti fa credere, proprio “gniente”…come cazzo si fa a sovrapporre le striscioline bianche e marroni per far venire quei belin di quadrotti??!!!!!


venerdì 23 settembre 2011

POLPO IGNUDO…

Alcune pubblicità sono da censurare…per l’assoluta stupidità, per l’irrealtà della situazione.
La mamma da poco maggiorenne con tre figli, femmina 15 anni, maschio 13, maschio 8…più o meno.
Facendo due conti, la mamma in questione che, alle 7 di mattina, è già truccata e perfetta, iniziò a procreare circa a 5 anni…
Mi ricordo moooolti anni fa quando, come penso tante altre, amavo “Beautiful”, lessi uno splendido articolo su un giornale, sul semplice conto delle età effettive dei protagonisti basandosi sulle storie, gravidanza, figli che nella puntata precedente erano in fasce, la settimana dopo al College…bene, eravamo sull’ordine dei 99 anni per Stephanie…68 per Brooke…e vi parlo di moltissimi anni fa…
Bene…tutto questo per dire cosa??...
Ah! Alcune pubblicità sono fastidiose, quelle degli assorbenti, ad esempio, non ho mai capito perché le debbano mandare sempre nelle ore di pranzo/cena.
Premetto che io non mi scandalizzo di niente e, da quando lavoro, ancora meno.
A volte mi rendo conto di non fare proprio più una piega, davvero.
C’è quello che ti dice che ha un ponfo proprio lì, a quello che ti dice che la sua ragazza è un po’ stretta là…”Eh sa, non è per niente divertente, sa?”
“Eh già, credo che nessuno si divertirebbe avendo stretto là, proprio no!”
Stasera, una signora di una certa età mi chiede gli assorbenti biologici.
“ Anallergici signora?”
“Biologici!”
“Ma cosa intende per biologici? Ci sono questi che sono di cotone al 100% e vanno bene per ogni genere di problema.”
“Ma sono biologici??!!”
“Sono di cotoneee, al 100%!”
“Bè, è proprio una vergogna! Queste ragazzine che quando hanno le loro cose, mettono proprio lì questi che chissà cos’hanno dentro, io lo dico alle riunioni! Bisogna far qualcosa, non è possibile che non si riescano a trovare degli assorbenti biologici! E’ pericoloso!!” e se ne va agitandosi tutta.
Ma mi chiedo…ma questa persona, ma ai suoi tempi, tanti anni fa, che cosa si metteva proprio lì, in quei giorni proprio così, per non rischiare la morte perché aggredita da infezioni tipo gangrena gassosa (mooolto brutta), perché priva di assorbenti biologici?
Ma soprattutto, a che genere di riunioni partecipa…ma, soprattutto, chi partecipa alle stesse riunioni di questa persona??
Mah, non ho una risposta…
Se conoscete una marca di assorbenti biologici, per favore, indicatemela.
Io mi sono limitata a levare tutta la pelle e le ventosine di ‘sto polpetto, perché sono mooolto fastidiose e pericolose…soprattutto, in quei giorni lì.

INGREDIENTI

1 polpo surgelato della dimension che più vi aggrada
10 pomodori piccadilly
1 spicchio d’aglio
Prezzemolo a piacere
2 cipollotti freschi
Olive taggiasche a piacere
Il segreto per ottenere un polpo morbiderrimo è…che poi magari tutte lo cucinate così e, come sempre, sono sempre l’ultima a saper le cose: prendere un bel pentolone d’acqua, posizionarvi il polpo surgelato a freddo e far andare.
Quando sarà morbido alla base della testa (prova stecchino anche qui), manciata di sale grosso, spegnete e lasciatelo in acqua finchè, quest’ultima, non sarà raffreddata quel tanto da permettervi di prenderlo con le mani…
Praticamente ci mettete quelle 8 ore di tempo per far bollire un polpo,…no, dai, non è vero, una oretta e mezza, più o meno, su.
Ignudatelo…se è cotto giusto, bello morbido, sarà semplice e rapido.
La pelle e le ventose, scivoleranno rapidamente…le ventosine si infileranno ovunque nella cucina e lavandino, ma li chiamano danni collaterali.
In una padella fate rosolate le cipollozze, lo spicchio d’aglio intero (Ciccio docet) ed il prezzemolo tritato, mettete i pomodori tagliati a metà e fateli andare solo per pochi minuti, per lasciarli belli sodi.
Salate e pepate.
Aggiungete le olive ed il polpo tagliato a pezzotti.
Fate saltare in padella per qualche minuto.

giovedì 15 settembre 2011

FARINATA….

Domenica di festa.
Avanzo di farina di ceci che è lì da un po’ e che, no, no, non si sta esercitando con l’hula hop, ma si agita nella dispensa solo in cerca di attenzioni.
Vabbè, ti faccio, tanto non è che ci voglia un granchè a prepararti, è inutile che ti dai tante arie, perché l’assoluta responsabilità, ce l’ha il forno, mica tu che fai solo dei grumi e schiumeggi anche un po’…
Non è che invogli molto, proprio no.
Una parte di farina, tre parti di acqua…tutto qui, eh? Non è che te lo devi menare ad impastare, tirare, lievitare, cercare di mettere nella teglia senza rompere tutto perché, si sa, il glutine farà tanto male, ma porca…. è una colla meravigliosa!
Bene, riprendiamo…
Una volta conosciuta la ricetta della farinata…che non è che uno debba sguinzagliare il professor “forse ho esagerato con la tinta” del Codice Da Vinci, perché, sorpresaaaa, è scritta dietro al pacchetto, il problema serio è la cottura.
Purtroppo non è che tutti ci possiamo permettere il forno a legna, il tegame di rame e belinate varie, no?
Io ho il mio fornetto che, complimenti, è stato bravissimo.
Deve essere caldissimo, al massimo. Quando il liquido inizia a solidificare in superficie, dategli una bella grillata finchè non si colora ben benino.
I tempi di cottura sono relativi, dipende dal forno.
Fidatevi dei vostri occhi, deve essere bella croccolosa ed asciutta.

Ingredienti per la mia farinata:
170 g di farina di ceci consentita (170 perché era quella rimasta in dispensa che si agitava…!)
170x3 più un pochino, perché, in realtà, leggendo dietro al pacchetto c’è scritto:”3 parti abbondanti di acqua”…io ne ho messa circa 520.
Sale, pepe.

Sciogliete la farina con l’acqua rimescolando bene per far sciogliere bene tutti i grumi…tanti.
Salate a piacere e fate riposare per ore, 3, 4…5…tanto la lasciate lì in un angolo, che problema c’è.
Ora, io vi devo dire di schiumare, ma, ad essere sincera, a me, ‘sta schiuma, non si è mai formata….sarà colpa della veneranda età della mia farina?
Mah…
Prendete un tegame, calcolando la misura in base alla quantità di liquido; deve essere circa mezzo centimetro.
Oliate abbondantemente il  tegame, versateci il liquido e rimescolate mooolto bene.
Infornate per circa 40 minuti, ma, come vi ho detto, l’occhio è fondamentale.
Una volta intiepidita, levatela dal tegame, pepate ed aggiustate, se è il caso, di sale.
Buona.
…Mi chiedo come mai il “Fainotto” che va di moda nella mia città, te la faccia pagare un occhio della testa…tua e dei tuoi amici.
Piccole riflessioni culinarie…


giovedì 8 settembre 2011

NON CI FACCIAMO MANCARE PROPRIO NIENTE….

Ho sempre trascorso il mese d’agosto in campagna con i miei nonni.
La sorella maggiore di mia nonna, era un tipina molto particolare.
Tipica donna d’altri tempi, sempre truccatissima con il rossetto rosso che, mediamente, tentava di fuggire nascondendosi sui denti  e sulle” micro rughe”dalle labbra.
Estremamente vanitosa, con i capelli grigio topo sempre agghindati, anche loro, però insoddisfatti della posizione…si manteneva giovane e con la pelle morbida ed idratata, a detta sua con delle quotidiane “fregaggioni” (e qui vi voglio!) di olio di oliva che si, si, la ungevano molto bene…e basta.
Tutto questo per dirvi che ognuno fa un po’ come può, cerca di organizzarsi le proprie cure estetiche, di scegliere le proprie cure estetiche preferendole ad altre…e di scegliere anche il luogo preferito per  attuare le proprie cure estetiche.
La Farmacia, ad esempio, è il luogo ideale.
…Il laboratorio.
Se decidi che è l’ora di provare a farti fare la ceretta alle braccia, perché magari tra una settimana ti sposi e tutti (tranne me) te lo menano che sì, anche se son biondi, sono un tappetino e stan malissimo perché, il giorno del matrimonio, sicuramente tutti gli invitati, non guarderanno quanto sei bella e radiosa, ma vedranno inorriditi solo i tuoi pelazzi, allora, che c’è di meglio se la tua collega, estetista professionista, super attrezzata, non vede l’ora di scorticarti quelle belle braccine?
Se poi lo fai durante il turno quando il super capo non c’è, senti, oltre al dolore, anche quella puntina di adrenalina.
Tu sei al banco, da sola, a servire e con l’orecchio teso senti “Ah, ma c…zz, no no non mi fa male…ma guarda è proprio un tappetinooo, ma quanti peliii daiiii,  ahiaaa!!”
Ogni tanto riesci a curiosare e vedi la povera vittima, seduta sullo sgabello e la tua collega tutta seriosa e concentrata col super rullo di cera, le strisce e sdraapt, sdraapt!...perchè un po’ si diverte.
“Guardaaa, come son lisssia!”
“Si, si, sei fucsia, pensa se domani sei tutta un bel bubbone pussoso…!”
Torno al banco, entra una cliente, la servo, ne entra un’altra…e noooo, dietro c’è lui, il capo!
Schizzo come una lippa dietro mollando la cliente, mi fiondo in laboratorio
“C’è Giuseppeee!!!”
La vittima salta dallo sgabello con un “Mapporcap…..anaaaa!”
Io torno al banco.
La vittima viene a servire, rossa in faccia….con un avambraccio pieno di cera, con la manica del camice  appiccicata, la collega-estetista in un picosecondo fa sparire ogni traccia dal laboratorio.
Il capo rimane si e no 10 minuti…molto lunghi e finalmente se ne va.
Seduta finale della ceretta, aggiustamento e ritocco, il risultato è perfetto…a parte la manica appiccicosa gialla di cera.
Tanti auguri VAAALLEEEE!!!!

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