sabato 31 dicembre 2011

BISCOTTI CON FARINA DI CASTAGNE...

Quest’anno è finito ragassuole, nel bene e nel male.
Non ho la minima intenzione di annoiarvi con le solite belinate o con altro.
Il mio piccolo regalo, se di regalo si può parlare è questo post.
Molte non hanno mai letto questo, altre se lo saranno sicuramente dimenticato.
Se vi fa piacere, se volete chiudere il cervello per un paio di minuti e non pensare a niente di che, proseguite nella lettura…chissà che non vi aggradi.
Un bacione e Tantizzimi Auguronzoli!

“No, no, no, non potete cucinare solamente dolci, Cuoca!” urlò la Speziale agitando un fascio di rose bianche.
La Cuoca Reale raccolse i numerosi petali e li annusò.
“Suvvia Speziale, da Parigi mi avete richiamato perché, a detta vostra, nessuna fu al mio livello…e quindi…”
“E quindi niente, il Re ha perso i sensi per un attacco di zucchero nel sangue, la regina non ha più ciprie sufficientemente spesse per coprire li bubboni…io non ce la faccio a curarli  tutti, lo capite o no?!” esclamò a voce alta iniziando a camminare nervosamente lungo il vialone di ghiaia davanti alla terrazza.
La Cuoca sollevò il viso ed annusò l’aria profumata: tutto sommato era fin contenta di esser rientrata nella Reggia.
I Parigini non erano poi un granchè, ma non lo avrebbe ammesso mai, nemmen sotto torture.
“Lo so che forse vi suona strano, ma il corpo umano, abbisogna di altro nutrimento oltre alle torte…carni, pesce? Conoscete l’uso delle verdure? E della frutta che non stia solo sopra una tartelletta affogata nella crema?!”

sabato 24 dicembre 2011

MIRACOLO DI NATALE...

E l’Inverno “arrivossi”.
Freddo, beretta sugli occhi, guanti, sciarpidda…questo è il mio abbigliamento in Farma…
No, dai, non proprio, ma due maglioni e le super calzettone ascellari, si.
Ma non voglio annoiarvi ulteriormente con le mie temperature polari, dai.
Oggi vi voglio parlare del mio “Miracolo di Natale”…perché, ebbene si,  c’è stato anche per me.
Dovete sapere come, nel mio lavoro (in quasi tutti quelli a contatto col pubblico), il cliente ti scelga.
Lo servi una volta, ti chiede un consiglio, lo aiuti e, volta dopo volta, torna ed aspetta te.
Bellissimo e gratificante…quasi sempre.
Perché se la cliente in questione non è del tutto centrata e ti si presenta con la parrucca tutta bella riccia perché i capelli sono rovinati e ti tiene ore chiedendoti cos’altro può usare oltre alle fiale, le pastiglie, le lozioni e gli shampoo e tu la guardi e pensi :”Farli respirare un pò, poveri ragazzi, noo??”
E d’estate ti si presenta con: parrucca riccia, sopracciglia dipinte di nero pece (quelle tutto l’anno), unghie nere (pure), beretta di cotone a fungo, giacchino (che nelle giornate più fresche è stato sostituito da un mini pellicciotto sintetico centrifugato), camicettina rosa con i volant e costume da uomo simil boxer, ma del Paleozoico rosso scolorito con righine verdine esangui orizzontali, taschini sbrindellati e cordino, altezza sopracoscia con, per finire, ciabatta a zeppona, si appoggia al bancone e “Aspetto la dottoressa Francesca!”, voi:
A. Siete felicissime di vederla.
B. Vi sentite molto orgogliona ed osservate con gaudio gli sguardi, carichi d’invidia dei presenti perché “Eh sì, vuole proprio me.”
C. Vi nascondete dietro uno sportellone e smadonnate perché czzz, proprio oggi no, non “c’ho” la forza.
???

domenica 18 dicembre 2011

Areare il locale...

L'Arte dell'Arrangiarsi...che fantastica cosa.
Non tutti sono capaci, ma si fa quel che si può, no?
Dovete sapere che quando lavori con un genio, la vita è dura, parecchio perchè non puoi competere con un genio, proprio no.
E allora che fai? Cerchi di arrangiarti, appunto.
Se pensi che un prodotto messo lì non vada bene o che sia l'ora di levare un espositore perchè mezzo vuoto o sminchiato dalle putrelle dei passeggini, carrozzini, carrellini, che fai?
"Giuseppe? Quell'espositore è da un pò che è lì...potremmo metterci quello là..."
Lui, aggrottando la fronte e fissando l'espositore in questione, ti dice:"Ah si, bella idea"? Noo, ti dice "Ci stavo pensando!"...
E' questa l'arte dell'arrangiarsi, care mie.
Fine arte psicologica, controllo della mente.
Pensi che sia l'ora di levare i solari perchè piove da venti giorni, fa freddo, è autunno?
Lanci l'esca e lui "Ci stavo pensando..."
Voilat!

domenica 11 dicembre 2011

ERRATA "COCCIGE".

E rieccoci con la nostra rubrica della domenica “Scopiazzando la Fausta”.
Amò, starete pensando…ehggià, ma sarà questo strano pseudo autunno, queste temperature che nutrono “virini” di influenze varie che, credendo di vivere in una capsula petri per le ottime condizioni di umidità, si moltiplicano a dismisura mietendo migliaia di vittime con megaraffreddori, supersguaragnaus ed altro…stavo dicendo??
Ahssì, che mi sembra di sentirmi un po’ meglio.
Che forse “La Sindrome della Faustidda” stia regredendo spontaneamente?
Un fantomatico miracolo della medicina??
Non so.
La verità è che più questa benedetta ragazza evolve (tipo i serial killer, avete presente?), più la Tinnidda non è, per ovvie incapacità,  in grado di scopiazzarla!
Elementare, no?
E’ per questo che guarisci…o muori??...czzzz a questo non avevo pensato.
OMMMMIODDDIO…a questo non avevo pensato, proprio nooo!!!
E’ come una maledizione di quei film di quindicesimo ordine del terrore???
Se smetto di copiarla, SEMBRA che mi senta meglio, ma, in realtà, mi sto consumando dentroooo???!!!
E allora dovete aiutarmi e farle capire che se posta questo alberello, la Francy non ce la può fare e che l’avrà sulla coscienza, sisi.
Tutto questo delirar per dire che devo fare un’Errata “Coccige” (perché, ho studiato e si dice proprio così, scusatemi).
La Faustidda mi commentò i miei canestreddi quasi commossa per una tal devozione, ma si riprese subito, molto subito, tranquillizzo il pubblico a casa.
Ve la ricordate la mitica Signorina Rottermeier?...ecco.
Stralcio di conversazione.
“Oh sei stata proprio carina ciccia, sono buoni vero?”
“Buonissimi, guarda un delirio, fai fatica a smettere di mangiarli.”
“Lo so, prova a fare quelli alla nocciola, vedrai, sono ancora più buoni!”
“Ma sono questi quelli alla nocciola…”
“…Ma quelli lì non sono mica canestreddi…ora che ci penso, neanche li ho postati i canestrelli…!!”
“Ma pensa che a me sembravano canestrelli, ma lo sai che io sono quella che mette il quadrato nel cerchio e si stupisce se non entra!”
“Ma quelli NON sono canestrelli ciccia, NON hanno neanche il buco!! E poi, la ricetta dei canestrelli è SENZA nocciole!! Farina, burro uova, SENZA nocciole!!! E poi i miei ti sembrano fatti a canestrello? Sono a stella, i canestrelli sono a forma di fiore, non a stella!!”
…Ed io che mi sentivo tanto “geggnniaccia” per lo spirito d’inventiva del rotolino degli “stronzini” come fabuco.
Quindi, correggo, chiedendo scusa a tutte le persone che ho involontariamente ingannato…non sono canestrelli, i suoi…i miei si, però.
Riprendendo il filo (del rasoio perché potrei tagliarmi le vene, ormai), oggi ho fatto questa crostata.





INGREDIENTI:

Per l'impasto
250g farina BiAglut
125g burro
90g zucchero
1 albume

Per il ripieno:
2 pere Williams
1 mela Golden
3 amaretti del Sassello come da Prontuario
Una manciatina di mandorlidde ed una di pinoliddi
2 cucchiai di zucchero
Succo di un limone
Una manciata di gocce di cioccolato da Prontuario.


Preparate la frolla lavorando in una ciotola la farina, il burro, l’albume e lo zucchero.
Fate una bella palla e lasciatela riposare.
In un mortaietto ho tritato le mandorlidde ed i pinoliddi, picchiettando e facendoli saltare un po’ qui ed un po’ lì, ma la maggior parte rimane ferma e tranquilla.
Sbucciate e tagliate a dadiddi le pere, irroratele col succo del limone, i due cucchiai di zucchero, rimescolate bene e mettetele in un padellino con una nocina di burro.
Fate andare coprendo finchè non saranno belle morbide, aggiungeteci la mela sbucciata e tagliata e le mandorline ed i pinolini superstiti.
Fate restringere il sughetto e spegnete.
Stendete la frolla e mettetela in un tegame per crostate…sarebbe bello averlo, no?
Bucherellate il fondo con una forchettidda e metteteci gli amaretti sbriciolati e le gocce.
Versateci il composto raffreddato e terminate la crostata con le varie strisce e striscioline che tanto ti si rompono sempre e fai una fatica bestia.
Oh.
Infornate a 180 gradi per 30 minuti circa, finchè non sarà bella dorata.
POI, aggiungo che NON ho messo la marmellata di albicocche nei buchi dopo 15 minuti di cottura, NON perché non l’avessi, ma perché NON CE NE AVEVO VOGLIAAAA!!!
Eppoi, il consiglio dello chef: non tergiversate raccontandovi belinate con vostro marito tenendo la crostata sospesa  mentre state per rovesciarla nel piatto, perché avendo un ripieno un ciccinino più pesante, SI ROMPEEE!!!

...ed ecco il risultato!!!

Ho terminato.
Si, si, mi sembra proprio di sentirmi mooolto meglio........

domenica 4 dicembre 2011

INDOVINELLO…

Oh, rieccoci con la nostra rubrica “Scopiazzando Fausta”, meglio conosciuta in ambito medico come “Sindrome della Faustidda”.
Sono molto sollevata nel notare che solo un’altra persona, ma in forma molto lieve, ne è stata contagiata.
Ho parlato con i medici che mi hanno rassicurato che,  in pochissimo tempo, dovrebbe uscire dal tunnel essendo stata infettata in maniera molto lieve…lei.
Per me non c’è più niente da fare…purtroppo.
Comunque, bando alla tristezza, prenderò i miei farmaci (tutti palliativi perché, come ho già avuto modo di spiegarvi, non ci sono cure arrivati ad un livello tale di intossicazione) ed andrò avanti finchè le allucinazioni non prenderanno il sopravvento sulla realtà.
Oggi ho optato per questi deliziosi canestreddi.
Molto beddi, profumati e buoni.
Apro una parentesi: non preoccupatevi nel leggere beddi, canestreddi, ecc, ecc, perché fa proprio parte di questa Sindrome…non si chiamerebbe Faustidda, ma chessò, Faustilla, Faustinchia…bello Faustinchia, mi piace!
Chiusa parentesi.
A questo stadio, si rasenta la quasi follia, perciò, scelta la ricetta, si fa qualunque cosa per copiarla.
La adegui alle tue “merdavigliose” farine e modifichi un po’ qui ed un po’ lì per fartela venire senza scatenare la solita crisi isterica quotidiana.
I canestreddi come li fai se hai si la formina a fiore, ma non il buco?
Ci avete mai pensato? Perché, scusatemi, ma non sono problemi da niente, proprio no.
Chi soffre di questa Sindrome, è dotato di una intelligenza fuori dal comune, di uno spirito d’inventiva degno di Leonardo Da Vinci e perciò, risolve il problema in men che non si dica.
Come?
Eheheheh, sta qua l’indovinello.
Pensateci, ma non credo che sarete in grado.
Mentre vi scervellate e strappate i capelli e tutte le pelette, io vi  scrivo gli ingredienti, ne?

INGREDIENTI
300g farina Biaglut
100g di zucchero
100g di nocciole tostate e spelate
150g burro (variante, non 100 perché puoi morire prima che con questa farina stia insieme)
Una puntina di cucchiaino di lievito per dolci A.R.P.A.
1 uovo
Zucchero a velo EASYGLUT a piacere
Nel mixer tritate le nocciole con due cucchiaiate dello zucchero.
Mettete tutti gli ingredienti in una ciotola ed impastate fino ad ottenere una bella baletta.
Preriscaldate il forno a 180 gradi.
Sul piano da lavoro infarinato, stendete l’impasto col mattarello dello spessore di 1,5cm ed iniziate ad incanestrellare…

Allora?
Qualcuno ha avuto l’illuminazione della giornata?
Un aiutino?
Non dovrei, perché chi soffre di questa Sindrome diventa anche un po’ stronzetto, ma vabbè, dai.
Ho usato questo.

Come che cos’è??!!
…Mmmmm, che pazienza.
Che cos’è quella cosa che sta o nel registratore di cassa o nel POS?
Esatto, il rotolino di carta per gli scontrini, o, come diciamo in farmacia, stronzini…
Bene…e cosa c’è quando finisce la carta del rotolinoooo??
Esattooooo!!!
Il vincitore è:….la Tinnidda!
Dopo aver fatto il buco, soffiando dall’altra estremità del “cosino”, sputazzerete dei graziosissimi bottoncini a mò di cerbottana un pò qui ed un pò li…mooolto divertente.



 
Credo che la prossima ricetta che proverò a copiare saranno queste Samosas…anche se si vede troppo che le sue sono finte…
Ora scusatemi, ma sta iniziando il tremore, devo andare a prendere i farmaci…
Alla prossimaaaa.


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