domenica 29 aprile 2012

ESPRIMI UN DESIDERIO...

La farmacia è un porto di mare.
Chiunque, di qualunque razza, fede, costume, ceto sociale, scarso equilibrio mentale, prima o poi entra in una farmacia.
La mia domanda è: “Ma perché tutti quelli appartenenti alla categoria pazzi/rincoglioniti entrano nella mia??”
Il torvo e squallido personaggio col topo morto al posto dei capelli, ci allieta troppo spesso della sua presenza, ma il Doc non è più tanto felice di vederlo perché come dicono nei salotti londinesi, gli sta non poco fracassando la m…chia.
 Con i soliti commenti del coro dietro le quinte:"Ma levatiii!! Ma ammazzati!! Ma cosa ce ne frega???!!!"...si sa, la classe non è acqua...
Oltretutto, la sua vita è parecchio cambiata dall’ultima volta.
Non ha più la macchina nuova, non vuol produrre più un film, non sta più tanto bene economicamente.
Si sa, è tempo di crisi…
Però ha sempre lavorato all’estero…anche a New York, oltre che  al Cineplex e sa tutto sul film “The Avengers”…probabilmente non lo hanno scelto come  quinto supereroe perché avrebbe fatto sfigurare Thor…si sa, invidie tra divi.
Ed ha la fidanzata, meglio conosciuta nel gergo tra duri, come donna…perché maniman se non si specifica bene il genere, visto le chiare origini animali del soggetto, si potrebbe far confusione.
Pasiensa.
Ma saltando di palo in palo, come piace dire a me, l’altra mattina entra un cliente, magrino sminchio, occhialone spesso, faccia da topo, capelli che cercano di fuggire da quella testa e sparano in tutte le direzioni nonostante i chili di unto (mi dispiace, non è gel!), perché la pratica quotidiana nota ai più come il lavarsi, dalle sue parti non è tanto in uso.
Ci sono dei personaggi che ti chiedi come facciano a sopravvivere.
O meglio, lo sai, alle spalle dei genitori, ma poi?
Dice il saggio:”Ma che czz te ne frega??”…
Bene…
Entra e capta il Dottore.
“Ciao, scusami volevo parlarti un attimo, puoi??” domanda con voce in falsetto modalità mitragliere automatico.
E lui che non sa come svicolare perché è li al banco, la farmacia è deserta, risponde: “Va bene, ma veloce che “c’ho” un sacchissimo di cose da fare!”
“Oh, ma non vorrei disturbarti, semmai ripasso!”
“No, no, adesso ho tempo!”
Via il dente via il dolore.
“Però, magari se ci potessimo mettere in un angolino tranquillo…”
Ed il pomo di Adamo del Doc sbarloccia.
Vanno nello stanzino della pressione.
E tu, povera stupida pensi “Che voglia chiedergli un lavoro??”
Seeeeee…

domenica 22 aprile 2012

DEDICA

                                                                                                        Post rapiderrimo.
Dedico questo post a lei, che crea meravigliosi dolci in pasta di zucchero,  lasciandomi tutte le volte a bocca spalancata, tipo fonfa.
Fiori talmente perfetti che li annusi credendo che profumino, prati, paperelle, splendide bestioline, margheritine e chi più ne ha più ne metta. 
L’altro pomeriggio entra una ragazza, nostra cliente.
Una ragazzona sempre col sorriso, robustotta, due occhioni azzurri che sembrano sempre sereni.
“Sa che cosa faccio per le torte con la pasta di zucchero??”
“No, che cosa??” le chiedi interessata proprio perché ne vedi di così belle sui blog che segui.
“Sa cosa faccio per tener ferme le decorazioni quando faccio le torte??”
E tu sempre più smaniosa di sapere.
“Uso la polvere adesiva per le dentiere!”
“….”
“E’ facilissimo! La faccio più o meno dura a seconda di quello che devo attaccare! Non è forte? E poi è edile (scritto come è stato detto!), così sono tranquilla, nooo?”
E tu, mentre ti senti mancare, annuendo sorridi.
Carissima la mia artista, la mia domanda è: Ma cosa te lo stai a menare a passare ore ed ore in cucina a creare splendide torte in pasta di zucchero, a smadonnare perché magari ti si stacca quel meraviglioso fiore che avevi così tanto pazientemente creato??
Usa la polvere adesiva per dentiere! E' facilissima da maneggiare e da reperire, abbastanza economica, ne basta veramente poca, ma soprattutto è edile (scritto come detto!)
Ma ti devo proprio insegnare tutto??
Alla prossima...


domenica 15 aprile 2012

MALATA IMMAGINARIA...

Qualche anno fa veniva molto spesso una cliente.
Cliente è una parola grossa perché, oltre che un pacchetto di cerotti e disinfettante, non comprava mai nulla.
Ma non la finiva più di parlare e parlare.
Età sui 60, magra, capelli grigio topo raccolti in una coda spettinata, ogni tanto un bel fiocco colorato, vestita trasandata, due denti in bocca, occhialoni spessi.
Entrava, si pesava, veniva al banco e cominciava.
Diede il meglio di se due volte.
La prima volta posò sul banco un sacchetto di carta con del pane.
“Non so, ma dopo averlo mangiato non mi sono sentita bene.”
“Bè, può succedere di non star bene…” le rispondi laconica.
“Ma no, ma no, è che lo tenevo in cantina e sopra cerano delle larvine!...Le ho tolte però!”
“Ahhh, allora sarà per quello che non è stata bene…di solito non si mangiano i cibi che si muovono da soli, sa signora?”

domenica 8 aprile 2012

AUGURONZOLI...

Il Neuronzolo fu svegliato dal campanello.
Ma che succede? Pensò tirandosi su.
Si levò il berrettone di lana che copriva il suo testone dagli spifferi della notte e si stropicciò gli occhi.
Ma che balle, ma insomma, ma chi è??  Non è vacanza??
Non è Pasqua??
Si buttò giù dal letto, "strambellando" un po' sul tappeto blu pelosetto con le zampine lunghe, ma riuscendo a non perdere l’equilibrio.
Orsù, vediamo chi mi rompe le balle.
Non conosco nessuno…
Apre il pesante portone e non vede nessuno.
Ma allora!
“Guarda giù, sono qui!” esclama una vocina.
Ed il Neuronzolo abbassa il testone.
“E tu chi cavolo sei??”
“Sono il coniglio di Pasqua Neuronzolo! Sono venuto a farti gli auguronzoli!”
“Il coniglio di Pasqua?? Gli auguronzoli?? Ma perché a me, scusa? Ma che cosa me ne frega? Io sono il Neuronzolo, non conosco nessuno, sono da solo su questo pianeta!”
Il coniglio saltellando sorride. “Ma no che non sei da solo…solo che stai un po’ sulle balle agli altri neuronzoli ed allora ti mollano.”
Il Neuronzolo si gratta il testone pensieroso.
“Ma perché starei sulle balle…io non faccio niente!”
“Ma appuntoooo. Te ne stai sempre li, in un angolo a rimuginare…dopo un po’ gli altri si fracassano la cosiddetta e se ne vanno.”
Il Neuronzolo sporge il mento. “Sarà come dici coniglio, ma io stavo dormendo. Sono molto stanco…ho pensato molto in questi giorni…ieri sera mi son dovuto ricordare anche di tagliarmi le unghie…sono esausto.”
Il coniglio scoppiò a ridere. “Ma smettila, andiamo a fare una passeggiata, su! Devi aiutarmi a cercare le uova di Pasqua!”
“Ma non sei tu che le nascondi per farle trovare ai bambini, scusa?!”
Il coniglio fece spallucce. “Si, ma mi sto un pochino rincoglionendo e non mi ricordo più dove le metto…se le metto…ecco.”
Il Neuronzolo sospira. “Vabbè…okkei, ti vengo ad aiutare, però ti devo avvisare che non ho un gran senso dell’orientamento.”
Il coniglio saltella applaudendo. “Evviva, andiamo, andiamo Neuronzolo che il tempo vola!”.
Prendendolo per mano lo trascina giù per gli scalini.
“Ma ho ancora il pigiamozzo, non ho fatto nemmeno pipì e devo far colazione! Se non faccio colazione non riesco a ragionare!”
“Ma smettila Neuronzolo, che non ragioni né a stomaco vuoto né pieno!”
“Bè, scusami, ma adesso stai davvero esagerando. Io sono bravo e buono, ma se mi prendi per il culo ti schiaccio con uno dei miei zampin…mi svegli, mi convinci ad aiutarti, ma almeno non sfottermi essù!”
Il coniglio nicchia e si allontana un pochino saltellando.
“Va bè, va bè…scusa…Dai andiamo Neustronzolo che è tardi!”
Il Neuronzolo sospirò, quel coniglio non gliela raccontava proprio giusta, no no.
Iniziando a camminare in un prato, dietro un cespuglio, il Neuronzolo trovò un bellissimo uovo azzurro tutto decorato.
“Hei coniglio, ne ho trovato uno!” urlò.
Il coniglio, lo raggiunse a grandi salti.
“Dove dove?? Ohh, eccolo! Fantastico! Bravissimo Neustronzolo!”
Il Neuronzolo si morsicò un labbro “Senti coniglio, è già la seconda volta che mi chiami Neustronzolo, non credere che non ti abbia sentito prima.”
E con un piedonzolo dà un bel pestone sull’uovo spatasciandolo tutto.
Il coniglio impallidendo si porta le manine sulla bocca soffocando un urlo.
“…Ma…ma cosa hai fatto??”
“Ho fatto che me ne torno a dormire! Non me ne frega niente delle tue ovinchie e ti ho sentito! Non mi chiamo Neustronzolo, non è più divertente…non lo è mai stato in realtà!” e girandosi torna sui suoi passi.
Rientrato in casa si ributta a letto, ma ormai il sonno è rovinato.
Che balle…che Pasqua di medda…
Si alza di botto.
Sai cosa?
Mi è venuta voglia di un bel coniglio in casseruola, con le olive.
Esce di corsa da casa e ritorna nel pratone.
Coglionzolo???!! Guarda, ti chiedo scusa per prima, ma sai, noi Neustronzoli siamo un po’ permalosi!...Cosa dici??? Guarda non ti sento, ho le orecchie piccole nonostante il testone…vieni qui un attimo che così ci chiariamo…coglionzolo!”.
Nessuno seppe più nulla del coniglio pasquale.
I bambini passarono ore ed ore a girovagar per prati senza trovare nessun ovonzolo.
Il Neuronzolo tornò a condurre la sua pigra e tranquilla esistenza ed a gironzolare per le strade.
Tutto nella norma insomma, tutto tranquillo.
Auguronzoli a tuttiiii!!



Divertentissima foto presa da qui




domenica 1 aprile 2012

ODE AL CICCIO...

Ode al Ciccio.
Mmmm…
Non so che dire…
Ohhhh Ciccio…
Tu che sempre mi sopporti.
Tu che, nonostante gli scazzi, gli ormoni, il capo, i clienti, il parcheggio, il caldo, il freddo, il mal di testa, il mal di stomaco, lo scazzo, la depressione, la pigritudine, la “oggi mi scaverei un buco in giardino e mi ci infilerei dentro!”,  il “Cosa c’hai?” “Ma ti ho detto niente, sono solo un po’ giù!”, il cane che appena ti siedi sul divano, va sulla porta e tu, sprofondata nella tua vestagliozza “Vuole uscire Ciccio!”, ti ama come il primo giorno (forse sarebbe meglio qualche giorno un po’ più in là!), da quando hai ricominciato a lavorare il sabato, ti prepara cenette squisite a sorpresa, ti fa trovare tutto fatto.
Tu non devi far altro che dire che hai prenotato un tavolo perché sei estremamente simpatica, vai su in bagno a svolgere quel minimo di pratica igienica ti consenta di avere rapporti sociali (ma non è vero, su!), indossi il tuo bel pigia mozzo, la tua vestagliozza di pile che, nelle notti estive di caldo fotonico, rimpiangi come la cosa più preziosa del mondo perduta….dov’ero??
Ah, sì, tu non devi far altro che sederti sul tuo sgabellozzo, berti il tuo gottino di vino rosso ed aspettare che lui ti serva.
Pam! Spettacolo!
Ma allora dico io, perché frantumare sempre i cabasisi a questi pover uomini che cercano di sopravvivere alle nostre tempeste ormonali ecc, ecc?
Ode al Ciccio…
Che mi ha messo pure l’aria condizionata che così quest’estate non gli fracasserò la m…inchia con “Ciccio, ma che czzzzzzzo di caldo fa in questa casa??  Non ce la faccio a reggerlo, non ne posso più!”
Ode al Ciccio che “D’accordo te lo regalo il lettino per far pilates, ma poi lo usi, ne??”
E tu “Se ti dico di sì!”
Oh!
Ode al Ciccio…
L’uomo più perfetto che io conosca, per il 97% almeno, ma che per quel restante 3 ti fa talmente tanto girare los cogliones…
Ode al Ciccio…
Nota dell’autrice: non sono proprio così una menabelini, ne???

TAGLIATELLE AL TONNO FRESCO

INGREDIENTI
1 fetta di tonno spessa 2 dita
1 spicchio di aglio
olio extravergine di oliva
1/2 scatola di polpa di pomodoro
peperoncino (siciliano!)
olive taggiasche
origano (siciliano!)
vino bianco



Mettere il tonno in acqua e sale per 1 ora. Far soffriggere l'aglio nell'olio levandolo non appena imbiondisce. Aggiungere il peperoncino secondo gusto e la polpa di pomodoro lasciando cuocere a fuoco basso per 10 minuti.
In una padella a parte far andare in un pò di olio il tonno tolto dall'acqua e sale e tagliato a dadini. Quando è quasi cotto sfumare con un pò di vino bianco. Quando il vino è evaporato aggiungere il tonno al sugo di pomodoro, le olive taggiasche e origano a piacere.
E il risultato eccolo qua!




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