sabato 27 ottobre 2012

LA ROMPISCATOLE...







Ci sono alcune tipologie di cliente che ti indispongono dal primo momento.
Da come entrano, da come non rispondono al tuo cortese saluto.
Lavorando ormai da un tempo che mi sembra infinito, mi rendo conto giorno dopo giorno, che per alcuni le basilari regole della buona educazione non rientrano proprio per un bel niente nel loro cervelletto occluso.
Pazienza.
Ma se ti accusano di essere la responsabile dello spreco mondiale di centinaia di miliardi di milioni di scatoline, allora il livello di indisposizione sale.
Un cliente in particolare ogni volta che viene servito, deve sempre sproloquiare nelle solite, ormai banalissime, problematiche esistenziali.
Credo anche che se avesse costruito in tutti questi anni tutto quello che ha parlato, la Muraglia Cinese, impallidirebbe perché di misere dimensioni.
Bene.
Entra e lo servo.
Prende la scatola e me la mette davanti al naso.
“La vede questa?!” agitandomela.
Annuisco…cecata si, ma…
“La vede? Sa che cosa faccio?? Prendo questo e la scatola??” estraendo il blister delle pastigliuzze e lanciandomi la scatola sul banco.
Allargo gli occhi.
“Deve far qualcosa!”
Io serafica la prendo e la butto nel cestino.
“Ecco! Brava! Comodo così, eh??!!”
“Ascolti che cosa vuole che le dica?”
“Ci sono 3000000 al Mondo di ipertesi! Possibile che non facciate niente per questo spreco assurdo? E del foglietto illustrativo poi?? Che cosa vuole che se ne faccia uno??”
“Ma, magari se lo può anche leggere ogni tanto per avere idea del farmaco che assume…sa, sono obbligate le aziende farmaceutiche a metterlo dentro alla scatolina!”
“Faccia qualcosa! Dica a chi di dovere che la devono finire di perseverare in questi sprechi!”
Si perché adesso io chiamo il Signor Pincopallo leader di mercato a livello mondiale e gli dico se, per cortesia, da domani non produce più scatoline e foglietti illustrativi, ma solo blister volanti, sciolti, ma in un elegante alluminio luccicoso…ho giusto giusto il suo cellulare.
Ma allora!
Ma proprio a me lo devi menare??
Che, per la cronaca, la raccolta differenziata la mia Farmacia la fa proprio bene perché divide pure la carta dagli involucri di plasticuzza varia e quindi, la tua “merdavigliosa” scatolina, va a finire proprio dove deve e, chissà, magari verrà pure riciclata in un morbidissimo rotolo di carta igienica che, probabilmente un giorno ti potrà servire…o no?
Mi chiedo quanti miliarduzzi di scatoline di psicofarmaci ci saranno al mondo da riciclare.
Ora scusatemi, ma ho in linea l’amministratore Delegato della Multinazionale “Misonpropriorottaleballe S.N.C.”, che gli devo spiegare due robine.

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