Il mio cane

Vi presento Warrick.
Warrick è uno splendido golden retriever di 7 anni ½  ed è il mio cane…anche se lui non crede di essere un cane ne tantomeno pensa di essere il mio cane…
E’ entrato in casa mia nel giugno 2003, una delle estate più calde che possa ricordare.
Una palla di pelo che, dopo meno di due ore dall’arrivo, con un andatura da “e tu saresti?” andò incontro a mio marito che, carico di pacchi, mollò tutto per terra e pianse.
La sua ex-mamma (allevatrice coi controfiocchi) mi disse. “Non ti preoccupare se oggi non mangia, potrebbe essere un po’ traumatizzato.”…
Da allora è parte della famiglia; si fa allegramente gli affari suoi e mi ha eletto a sua geisha; lo lavo, lo spazzolo, gli pulisco le orecchie e, nei miei rari momenti liberi, mi angoscia allo sfinimento per essere portato fuori, per poi, magari, stufarsi pochi minuti dopo e voler tornare indietro perché non ci sono pipì nuove o interessanti…
I pasti sono di competenza di mio marito…però se sono a casa, tantè…
Gli animali ti riempiono la vita, la mia definizione di “pet-therapy” da quando ho lui è molto semplice.”Creandoti loro danni ti distraggono momentaneamente dai tuoi problemi.”
Warrick è un testone, è permaloso, ubbidisce solo quando lo ritiene opportuno e, quando lo chiami, se ha dell’altro da fare, arriva in media al quarto “Warrick, allora!!”
C’è stato un momento , quando era cucciolo, che ho pensato potesse essere sordo.
Al guinzaglio tira come un dannato, deve sempre stare davanti a tutti, ma non solo del suo  gruppo,  anche a chi non conosce  che se ne sta qualche metro più in là…
Per un certo periodo lo abbiamo portato da un addestratore che, alla fine, ha emesso il suo semplice, chiaro, giudizio:”Il vostro cane è una testa di c…o.”
Avendo zero tempo a disposizione non abbiamo cercato un altro addestratore…
Warrick è insostituibile, è il cane che sorride, è il cane che russa, è il cane che ringhia quando sogna, è il cane che fa tanti di quei versi quando vuole qualcosa da mangiare o quando vuole le coccole, ma soprattutto, i bacini.
Se ci avessero dato un centesimo per ogni suo scodinzolino a quest’ora saremmo milionari.
E’ il cane che benché il suo veterinario gli abbia tolto un pezzo di dente (rotto per una musata nel cancello di casa per abbaiare stile pitbull al vicino) senza anestesia stile “Il maratoneta”, tira come un pazzo per andare dal dottore perché lo riempe di bacini e crocchette…
I cani colmano un vuoto nel cuore, non possono sostituirsi ai figli che non sei riuscito ad avere, ma aiutano davvero tanto, perché ci sono.
Sono abitudinari, hanno i loro riti giornalieri, le loro debolezze.
Lui, ad esempio, ha il suo cuscinone, la sua coperta di Linus.
Quando lo metto fuori per fargli prendere un po’ d’aria, ti viene a chiamare e ti porta da lui per fartelo rimettere dentro.
Un anno l’ho scucito per lavarlo, levando tutta l’imbottitura.
Lui mi guardava torvo per poi infilare la testa nella lavatrice per controllare dove lo stavo mettendo e tentare di rubarlo…
Mangia qualunque cosa dalla frutta ai broccoli, ma detesta i pinoli. Un anno raccolsi un po’ di pigne nel bosco ed iniziai a rompere i gusci; ero seduta per terra nella piazzetta di casa e Warrick mi stava attaccato controllando perché non trovando una pietra mi ero armata di un suo osso. Rompevo, sbucciavo e gli allungavo il pinolo. Lui annusava e girava il muso schifato. Io rompevo e gli ripresentavo il pinolo. Bene, alla quarta o quinta lui gentilmente, mi ha levato l’osso dalla mano, è andato nel prato e l’ha posato ben distante da me, poi è tornato indietro per riposizionarsi esattamente dove era prima.
Questo è il mio cane e non lo cambierei con nessun altro al mondo.

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